Cosa pensi della politica del Governo sul contrasto alle mafie?

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marcomarchese
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Iscritto: 07/11/2010

Cosa pensi delle politiche governative sul contrasto alla criminalità organizzata?

gianni
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Iscritto: 07/16/2010
proibizionismo un affare per le mafie

credo che ormai sia pacificamente acclarato che il contrabbando di stupefacenti sia la principale fonte di finanziamento delle mafie...
Il proibizionismo mondiale consente alla mafie dei contrabbandieri di permettersi dei sommergibili per eludere i controlli delle polizie locali...
Ebbene ,per incidere piu' efficacemente nella lotta a tale tipo di criminalita' , credo che un primo passo potrebbe essere quello di intraprendere una nuova strada quella della regolamentazione del mercato delle sostanze cd droghe , almeno si potrebbe cominciare da quelle leggere.
Si otterebbero molti risultati positivi: primo il crollo del prezzo perche' proibire vuol far aumentare il valore del bene proibito( e' storia di sempre);
accessibilita' legale a tali sostanze naturali sicche' consegente crollo delle prassi criminali indotte realizzando una declandestinizzazione di tutto l'attuale sottobosco mefitico;
controllo e garanzia della qualita' di cio' che verrebbe offerto ai consumatori con cessazione del fenomeno del talgio con sostanze velenose fatto dalla criminalita' senza alcuna attenzione alla tossicita' delle sostanze usate;
si potrebbe intraperendere conseguentemente una vera e propria produzione interna di oppio e marijuana come normalissime colture agricole destinate ad essere oggetto di businness sicche' nuovi posti di lavoro, identicamente a cio' che accade per il tabacco o alla vite per il vino.
Insomma credo che il fallimento mondiale della via proibizionista nella lotta contro il narcotraffico legittimerebbe un cambio di strategia ....RADICALE....

Ma cio' richiederebbe un ceto politico lungimirante, laico , e senza ombra di dubbio del tutto sganciato proprio da quell'ambiente clandestino del contrabbando di stupefacenti che dicono di voler combattere

gc

marcomarchese
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Iscritto: 07/11/2010
Una strada...

L'Antiproibizionismo è una strada che può essere percorsa, sicuramente il proibizionismo ha fallito favorendo gli affari della criminalità organizzata; ma la criminalità non vive di solo traffico di droga...

Livingstone
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Iscritto: 07/08/2010
Legalize it!

L'antiproibizionismo è l'unica strada per abbattere il potere di tutte le mafie, a partire da quelle politiche!

marcomarchese
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Iscritto: 07/11/2010
ideologia

Il proibizionismo ha sicuramente fallito e basa tutta la sua azione sulla forza dell'ideologia, altrimenti sarebbe già crollato; ma è altrettanto ideologico affermare che l'unica strada per battere tutte le mafie è una politica antiproibizionista! Mi spiego: 40 anni di proibizionismo ci ha dato l'opportunità di capire e sezionare la sua dinamica, dell'antiproibizionismo abbiamo solo una teoria e quindi al massimo possiamo affermare che PENSIAMO all'antiproibizionismo come politica efficace per contribuire a battere tutte le mafie, ma NON possiamo affermarlo con certezza, sarebbe velleitario e frutto solo di un'altra ideologia. Noi sappiamo bene quanto il pensiero laico faccia bene alla politica e quindi...
Poi un altro aspetto: battere le mafie non è solo togliergli il potere economico delle droghe poiché per quanto questa voce sia importante e fondamentale per l'economia criminale questa ne è una componente (forse la più impirtante) ma messe insieme tutte le altre voci ne resta un potere mafioso/economico ancora enorme.

Roberto Mancuso
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Iscritto: 02/18/2010
quoto Marco

In effetti una politica anti-proibizionista che facesse dell'anti-proibizionismo stesso una nuova ideologia sarebbe destinata a determinare ulteriori disastri; preferibile è a mio avviso l'avvio di una politica PRAGMATICA di riduzione del danno con la legalizzazione delle non-droghe quali tutti i derivati della cannabis, e con l'avvio di programmi per la somministrazione controllata delle varie sostanze psico-attive (da distinguere dall'ampio paniere delle droghe, nelle quali rientra anche l'origano :P), quali eroina, cocaina, etc. sono.

gianni
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Iscritto: 07/16/2010
mio contributo al congresso dell'ass Antiproibizionisti.it2005

LE DROGHE SINTETICHE …g.c.
Tra le liberta’ che noi Antiproibizionisti difendiamo c’e’ quella di usare delle sostanze naturali per scopi propri ,ma come tutte le liberta’ si basa sulla conoscenza , sulla informazione…
Se ad un uomo , fisicamente libero, lo si benda , e lo si pone in cima ad un burrone e gli si dice-scegli tu dove andare a dx o sx , in uno dei due casi ti salvi nell’altro muori- ebbene il poveretto non potra’ dirsi libero perche’ e’ all’oscuro , non sa , non conosce e conseguentemente non puo’ scegliere….come si dice in certe zone---va a culo….
Ebbene il sacrosanto diritto di provare delle sensazioni , arcinote, a seguito del consumo di sostanze come mariuana , hashish , o cocaina, anch’esse arcinote, non e’ piu’ tale , a mio parere se cessa alla base di esso la prerogativa della conoscenza e consapevolezza.
Mi riferisco all’uso che molti individui , spesso giovanissimi , fanno della cd. DROGHE SINTETICHE , forse meglio definite col termine di PASTICCHE.
Cosa c’e’ dentro tali preparati farmaceutici ?
quali i principi attivi?
quali gli eccipienti ?
sono farmaci di fatto sicche’ necessiterebbero di foglietti illustrativi ….
Quali le controindicazioni specifiche ?
quali le interazioni ?
quali le posologie ?
quali le garanzie ?….se ce ne sono…
L’utilizzo di sostanze stupefacenti naturali , che si perde nella notte dei tempi nelle varie zone del mondo nonostante i proibizionismi ha realizzato in centinaia di anni, per queste sostanze, una vera e propria letteratura scientifica , non solo tradizione orale , sugli effetti , eventuali pericoli , principi attivi e ogni altra informazione.
Anzi direi che nella previsione di una legalizzazione del loro uso mi piacerebbe che in occasione di un commercio libero venissero date anche opportune informazioni sui principi attivi , gli effetti , avvertenze e precauzioni, non molto diversamente da cio’ che accade per le sigarette. Resta pur sempre che se ne possa fare cattivo uso , abuso , fin’anche uso pericoloso ma certo la incidenza percentuale dell’uso inconscio e’ minore rispetto all’uso da parte dei molti giovanissimi delle cd PILLOLE .
Sappiamo peraltro che tali sostanze sintetiche sono sempre nuove , si modificano dando vita a nuovi preparati di mese in mese , i tempi in cui la pillola era la sola EXTASI sono finiti da tempo.
Oggi il mercato libero e clandestino di questo tipo di sostanze presenta una ricchissima offerta di prodotti tutti diversi riconoscibili tra loro per indicazioni di massima che all’incirca suonano cosi’:
pillola per ballare, pillola per non dormire , pillola per viaggiare, affiancate a colori accattivanti e forme inconsuete.
Conseguenza di tale continuo aggiornamento dell’offerta che tale mercato della “ PILLOLE “ offre e’ ,tra le altre, anche quella che nei casi , sempre piu’ frequenti di malori e conseguenti ricoveri nei pronti soccorso degli ospedali i medici si trovano a dover combattere contro fantasmi senza nome o se , magari un nome scappa fuori, certo non c’e’ un antidoto valido .
Ecco sicche’ che si realizza un uso non libero , potenzialmente dannoso per mancanza di conoscenza …
Forse cercare di realizzare un quadro di offerta cognitiva su tali sostanze e’ per vari motivi una vera utopia , forse e’ impossibile .
Me a questo punto come associazione Antiproibizionista dobbiamo chiederci , consapevoli che non rincorriamo l’utopia del VIETATO VIETARE, se forse la nostra posizione su queste sostanze dovrebbe essere differenziata dalla posizione che sosteniamo relativamente all’uso della mariuana dell’ haschisch e delle altre sostanze naturali dalla conoscenza e dal consumo a volte millenario.
Personalmente , e forse e’ troppo volerne fare regola generale ,interpreto l’antiproibizionismo sulle droghe anche in ottica ecologista , proprio come personalmente mi regolo di solito relativamente all’assunzione di farmaci , ossia li evito fino alla stremo ,magari prediligendo qualche giono in piu’ di malessere rispetto all’ assunzione di sostanze chimiche.
D’altra parte , il discorso e’ caduto quasi per caso su tale aspetto, a sostegno della predilezione delle sostanze naturali vi e’ anche la prospettiva , non piu’ lontanissima ,della scoperta di vere e propri effetti curativi per esempio della mariuana e di effetti sicuramente benefici derivanti dalla masticazione delle foglie di coca.
Ed allora ….quello che a mio parere dovremmo esprimere come associazione antiproibizionista che ha ben sceverato il problema , e’ una presa di coscienza di quanto siano differenti le implicazioni derivanti dall’uso di sostanze come marijuana e altre rispetto a quelle derivanti dall’uso delle cd PILLOLE ….di fatto sostanze ignote che liberamente e pericolosamente circolano e vengono consumate ovunque da un gruppo di persone in gran parte inconsapevoli di cio’ che assumono.

Non rifiuterei una responsabile presa di coscienza sostanzialmente proibizionista motivata sulla presenza di uno STATO DI NECESSITA’ dal momento che il buco informativo a base di tutta la questione e’ praticamente impossibile da colmare per molti motivi .

Anzi gia’ tempo addietro , su tal tema mi pronunciai a favore di una ipotetica forma di lotta e disobbedienza civile non violenta da realizzarsi davanti ad uno o due locali dei piu’ affollati nelle notti dei wee-end nei pressi di qualche grande citta’ o localita’ di ritrovo che veda la nostra associazione presente a proporre uno scambio (eco-disintossicante) offrendo mariuana in cambio di PASTICCHE , offrendo cioe’ di fatto sostanze non velenose , e comunque note , rispetto al salto nel buio dello sballo psichedelico che sai come lo incontri ma non sai come lo smaltisci.
Certo una cosa e’ progettare episodi di disobbedienza civile , altro e’ poterli realizzare , e trovare soprattutto chi sia disposto a farsi arrestare perche’ si offrirebbe pur sempre una sostanza proibita e innocua seppur in cambio di un’altra proibita e spesso dannosa;qualcuno mi ha fatto notare anche sulla questione che ci sarebbero alcune implicazioni economiche non indifferenti…

Di fatto era solo un’idea necessaria ad aiutare la comprensione del concetto sotteso.

Gianni Colacione

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