Relazione introduttiva di Roberto Mancuso: le ragioni di un progetto.

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Donato Volpicella
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Iscritto: 07/17/2010
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Care amiche, cari amici, care compagne, cari compagni,

La prima web tv radicale nacque il 01 febbraio 2010 sulla base di una mia proposta, fatta al Seminario su internet e le nuove tecnologie, organizzato da Radicali Italiani nel gennaio del 2010; proposta che fu entusiasticamente accolta.

A tal proposito, voglio ricordare, affinchè resti agli atti, le parole usate dall’ottimo direttore di www.radioradicale.it , Diego Galli, nei miei confronti, nella sua relazione sulla campagna internet per le regionali 2010: “La webtv è nata su idea, spinta, lavoro e investimento iniziale di Roberto Mancuso, che da anni la proponeva come strumento di comunicazione per l'area radicale”.

Altra parte di quella relazione che voglio ricordare perché potrebbe essere utile al Congresso è questa: “Emma Bonino, la candidata radicale ha scelto Internet come piattaforma principale per la sua corsa alle regionali: un canale aperto 24 ore su 24”, scriveva SkyTg24 sul suo portale. Mentre Repubblica.it scriveva: «Una web-tv che proietterà gli eventi ufficiali, ma anche i 'dietro le quinte' della campagna elettorale di Emma Bonino. E' questo 'Open party', l'esperimento di diretta continua partito sul sito www.boninopannella.it. Ad inaugurarlo on-line la stessa Bonino che ha definito la trasparenza "un programma di governo e un modo di essere, di vivere la politica"». Un messaggio colto bene da un esponente del Pd, che in un comunicato ripreso dalle agenzie dichiarava: REGIONALI: PINESCHI (PD), SPIRITO OPEN PARTY SIA QUELLO DI TUTTA LA CAMPAGNA PER BONINO”

Come dimenticare Marco Pannella, che andava in giro per Torre Argentina urlando: “Dov’è la mia webcam? Voglio la webcam !”. Come non ricordare i compagni che si organizzarono per tutta Italia per fare collegamenti in diretta, anche per strada e ai tavoli con un semplice i-phone?
Non voglio ricordare i successi che si ebbero con quella web tv messa su in pochissimo tempo e senza alcuno strumento tecnico se non un MAC book pro. Fummo gli unici in tutta Italia a trasmettere in diretta, tramite un i-phone, l’inaugurazione della campagna elettorale per Emma Bonino presidente della Regione Lazio. Il primo giorno di trasmissione registrammo più di 11.000 contatti su Livestream e con delle punte di più di 700 persone contemporaneamente collegate durante il filo diretto di Giulia Innocenzi con Emma Bonino in chat. L’attenzione era costante e si formò allora un gruppo di lavoro eccezionale e una vera e propria community che voleva la web tv, che credeva nella web tv come strumento di comunicazione “radicale”, che era pronta anche a finanziarla (in sole quattro ore raccogliemmo tramite paypal più di 600,00 € di contributi che poi furono inglobati nella campagna elettorale della Lista Bonino-Pannella).

Elaborammo nuovi format. Ogni giorno era l’occasione per creare qualcosa di nuovo e coinvolgere in quello che era un progetto aperto, nuove persone. Quel percorso, purtroppo, subì anche ostracismi di varia natura: logistici, tecnici, organizzativi ed anche di primogenitura. Dopo solo dieci giorni dall’inizio delle trasmissioni, fui rimosso dal ruolo di coordinatore della webtv, da Diego Galli e Luca Nicotra, i coordinatori del “team internet” per quella campagna elettorale; mi offrirono un ruolo differente, sempre nella web-tv, che io non accettai perché avrebbe significato compromettere lo spirito iniziale, militante e di rottura rispetto ai classici canoni della comunicazione radicale.

Anche se in forme diverse, ma con grande impegno e professionalità quella web tv continuo a trasmettere fino alla fine della campagna elettorale, coordinata in modo splendido da Virginia Fiume, io non collaborai più, decisi di occuparmi del montaggio e della produzione di miniclip sul programma elettorale di Emma Bonino, le c.d. “pillole del programma”, che ebbero un buon successo.

Finì la campagna elettorale e il progetto webtv venne abbandonato, con sommo dispiacere di chi in quel progetto, seppur ridimensionato e snaturato, avevo comunque creduto e per il quale aveva lavorato.

Arriviamo a giugno 2010. Decido di riprendere in mano il progetto “webtv radicale”, ripartendo da ciò che ci era mancato nei primi dieci giorni di trasmissione: un’organizzazione capillare delle risorse umane e un sito internet dedicato esclusivamente alla webtv. Cominciai dal sito e con il ricontattare quelle persone che nella web-tv avevano creduto proponendo l’idea di costituire un’Associazione radicale che si impegnasse sul web, con le nuove tecnologie e con i new media, a potenziare l’iniziativa politica radicale per la libera circolazione delle idee e contro il muro di gomma dell’informazione di regime.

Il 18 luglio 2010 prendono il via sotto gli slogan “Vedere, parlare, ascoltare: l’anello mancante della comunicazione” e “Libera la scimmia che è in te!”, le trasmissioni in diretta di TV radicale.

Come si può leggere dal primo comunicato di TV radicale il progetto, nella sua fase embrionale, aveva (almeno), cinque obiettivi principali:
1) essere in tutto e per tutto un progetto "militante" e fatto da "militanti";
2) essere a costo zero o quasi;
3) fare del radicale "ignoto" o "anonimo" l'attore principale dell'iniziativa politica radicale sul web e con le nuove tecnologie;
4) lavorare per quanto necessario e possibile in sinergia anche con tutte le realtà associative della Galassia radicale, anche in periferia, con le associazioni radicali locali;
5) costituire una "task force" per la produzione di contenuti audio video e non solo, per la web tv e per il sito.

Si era già formato un nocciolo duro di persone che avevano aderito con entusiasmo al progetto, ma era necessario che l'idea e il progetto fossero condivisi dal maggior numero di persone possibile: persone disposte a dare il loro contributo con una propria rubrica personale, con l'ideazione di nuovi format, con l'organizzazione del palinsesto, con la conduzione dal proprio computer.

Ci si rese subito conto di quanto fosse oramai non più rinviabile darsi una struttura associativa non a scopo di lucro (anche per non finire nelle maglie del decreto Romani, che aveva di non poco limitato la libertà per le webtv).
Ora questo momento è finalmente arrivato e ne sono estremamente felice. Son sicuro che con l’organizzazione, anche statutaria, e con le strutture che questa costituenda associazione saprà darsi sarà possibile innescare quel circolo virtuoso che porterà a sviluppare sempre nuove e più stringenti sinergie con tutti i soggetti che animano la Galassia radicale.

Di questo e di quello che in questi quattrodici mesi questa webtv radicale ha saputo realizzare, diranno in seguito Marco Marchese e Gianni Colacione, personalmente intendo più soffermarmi sulle ragioni di questo progetto, e a questo, che vuole essere il focus della mia relazione, torno.

Perché una webtv radicale? Questa la prima domanda cui proverò a rispondere. Orbene, occorre partire dallo scandalo della “Peste Italiana”, che è conclamato in sessanta anni di violazione delle leggi e dei diritti civili e politici, indegno per un Paese che voglia dirsi civile e democratico, rispettoso dei diritti umani, dello Stato di Diritto, delle proprie Istituzioni, dei propri cittadini.
In questo quadro, un genocidio politico-culturale, per opera dell’informazione del regime partitocratico, si è consumato ed è ancora in atto nei confronti del movimento radicale.
Questo noi radicali, ormai da anni, denunciamo; contro questo bavaglio, ormai da decenni lottiamo. E’ però opportuno porsi a questo punto una domanda: quante ore di Porta a Porta riparatrici servirebbero per recuperare in parte allo scempio che è stato fatto della stessa identità, oltre che delle idee e delle battaglie di Marco Pannella, Emma Bonino e dei radicali? E’ davvero Bruno Vespa il futuro dell’informazione in Italia? Sono format come Ballarò o Anno Zero i programmi che le nuove generazioni vorranno vedere? Sono o non sono sempre e solo la solita solfa? Quindi è il caso di chiedersi: Ma di chi è il futuro dell’informazione? Della carta stampata? della vecchia e obsoleta TV tradizionale? No, di certo.

Tutti gli analisti ed esperti della comunicazione sono concordi nel ritenere internet e le nuove tecnologie come la nuova frontiera nella fruizione/produzione dei contenuti dell’informazione in maniera interattiva e/o auto-prodotta: il destinatario di un messaggio, grazie agli strumenti che internet e il web 2.0 consentono di utilizzare, non è più solo un passivo fruitore di contenuti pensati da altri, ma è lui stesso che genera nuove idee e contenuti in maniera interattiva e dinamica.

E’ dimostrato e non contestato il costante calo di ascolti della TV tradizionale, soprattutto, ma non solo, per quanto riguarda le giovani generazioni.
Nello stesso tempo sul web impazzano ed hanno una diffusione altissima i contenuti video, questo grazie alla spinta determinata dalla sempre maggiore diffusione della banda larga.

Servizi come YouTube, Vimeo, Facebook hanno annullato i costi distributivi, permettendo la diffusione dei contenuti generati dagli utenti. Lo “User Generated Video” ha reso sempre più richiesti ed appetibili i contenuti multimediali reperibili in rete.

Da sempre l’immagine e il sonoro, “vedere” ed “ascoltare”, attirano l’attenzione più del leggere: perché non rendere possibile la fruizione delle informazioni attraverso dei video, piuttosto che in comunicati ammuffiti o con semplici post nei blog? Se poi, oltre che “vedere” ed “ascoltare”, è anche possibile “parlare” in una chat interattiva con la webtv, ecco che il cerchio si chiude, ecco che l’anello mancante della comunicazione tradizionale, quello che permette di uscire dalla passività di mero fruitore, si salda.

Porre domande, esprimere pareri sulla trasmissione, partecipare a sondaggi, possono mutare immediatamente il corso, la scaletta, le sensazioni, le emozioni di una diretta in webtv. Può la TV tradizionale fare questo? Certamente No!

Anche in Italia le Web Tv continuano a registrare una crescita rilevante: il trend è positivo anche perché si curano sempre più i contenuti e si concepiscono nuovi format che innovano rispetto allo scimmiottamento di quelli della cara, vecchia, obsoleta TV tradizionale. A ciò si aggiunga che è in costante aumento il tempo medio che le persone trascorrono davanti al computer e che, già ora, è possibile vedere le webtv anche dal divano di casa, col telecomando.

Occorre essere pronti. E’ per questo urgente e necessario potenziare l’iniziativa politica radicale sul web e con le nuove tecnologie, i c.d. “new media”, per contribuire ad abbattere il muro di gomma dell’informazione partitocratica e di regime.
Noi intendiamo costituire una "task force" militante per la produzione di contenuti audio video sull’iniziativa politica radicale, per la webtv e per i tutti i siti della Galassia Radicale che se ne volessero avvalere. Ritieniamo che sia fondamentale rendere anche il radicale "ignoto" o "anonimo" l'attore principale di queste battaglie.

Con cosa ci scontriamo? Sicuramente la connettività, quella del nostro Paese, non è all’altezza di affrontare questa sfida, la sfida dei “new media” e delle nuove tecnologie. Sicuramente il Potere teme internet e le nuove tecnologie. Sicuramente saranno sempre di più i bavagli che si tenterà di mettere alla rete e agli Utenti della rete. Tuttavia la Rete stessa è in grado di sopperire a questi limiti, perché non è “controllabile” e la tecnologia si evolve velocemente.

Già oggi si può infatti pensare al Peer-to-Peer per realizzare una trasmissione in diretta, attenzione, DA e non solo PER un numero illimitato di persone: ecco come colmare il gap tra TV tradizionale e WebTV. E, qui, si configura una delle possibili prime battaglie che quest’Associazione dovrà probabilmente fare, visto che non è poi così certo che gli ISP (Internet Service Provider), consentano di fare live streaming per mezzo del Peer-to-Peer.

Care amiche, cari amici, care compagne, cari compagni,
mi rendo conto che l’ambizione non ci manca, mi rendo conto che potrebbe sembrare il progetto di sognatori, mi rendo conto che i mezzi sono quello che sono, tuttavia conosco anche le persone che collaborano al progetto, le loro qualità e le loro competenze, il loro entusiasmo e la professionalità che hanno sviluppato. Sono altresì consapevole delle enormi potenzialità del progetto, delle sfide ad esso sottese e della fiducia e speranza che ci animano. Perciò forza! Sembrerà un sogno, ma sono convinto che questa webtv segnerà nella storia della comunicazione politica radicale un’innovazione, una delle innovazioni di cui abbiamo necessità e bisogno. Al lavoro!

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