Relazione al Congresso di Marco Marchese

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Donato Volpicella
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Tv Radicale La WEB TV radicale (non ufficiale), fuori dagli sche(r)mi

di Marco Marchese

Lo Statuto dell'Associazione Tv Radicale

Il lavoro sullo statuto che questo comitato promotore oggi presenta al Congresso è il frutto di circa sei settimane di dibattito serrato, riflessione e confronto, che nel suo svolgimento ha dettato anche il metodo con cui siamo giunti a congresso. In premessa va detto che il comitato promotore ha deciso, dopo una lunga valutazione, di affidare ogni scelta ai congressisti e di consegnare interamente l'idea di quest'Associazione, questo progetto politico, lo statuto e finanche il nome, alla sovranità congressuale. Sono tantissime le esperienze, mi riferisco chiaramente a quelle in ambito Radicale, sulle quali non mi avventurerò in alcuna critica di metodo o di merito, che però registrano degli aspetti a mio avviso non completamente coerenti con la pratica Radicale, e cioè inquadrabili in svolgimenti congressuali pilotati su aspetti che sono ritenuti dai comitati promotori non soggetti a valutazione delle sovranità congressuali. Sono tutte scelte legittime, espresse spesso nei fatti e che quindi fanno apparire il congressista come un guastatore dell'idea e del progetto, nel momento in cui dovesse esprimere critiche o avanzare proposte profondamente diverse da quelle presentate dal comitato promotore. Insomma, spesso l'emendamento è visto male, se non si tratta di un aspetto meramente formale.

Scelte! E' tutta una questione di scelte, che alla fine sono assolutamente legittime, ma pongono sempre lo stesso interrogativo: l'iniziativa di che trattasi è davvero e autenticamente aperta a tutti, così come sempre e immancabilmente è dichiarato?

Facciamo l'esempio di un gruppo di persone che decidono di fondare un'Associazione che dopo si aprirà al resto del mondo: tutto è deciso dal comitato promotore che si convoca in congresso, approva lo statuto, elegge le cariche e in seguito chiede al resto del mondo di aderire, d'iscriversi. Questo è un metodo chiuso, pur legittimo e corretto ma chiuso e che può definirsi aperto a tutti solo dopo la sua costituzione. Insomma a cose fatte.

Viceversa analizziamo l'esempio di un gruppo di persone che si costituiscono in comitato promotore con l'intento di fondare un'Associazione aperta a tutti, cioè al contributo di tutti fin dalla fondazione: il comitato promotore non può, in questo caso, riservarsi nulla sullo statuto, sul nome, sui regolamenti, perché andrebbe in contraddizione con il concetto di apertura, fin dalla costituzione.

Questo secondo esempio è esattamente il metodo che abbiamo scelto come comitato promotore che sta presentando questo progetto, le sue regole e la finalità politica, il comitato non ha posto alcuna clausola di tutela su niente in modo che sia la piena sovranità congressuale a deciderne la validità e quindi il grado di condivisione del progetto. Il metro di misura sarà rappresentato dal numero e dal merito degli emendamenti che eventualmente saranno presentati.

La proposta di Statuto di Tv Radicale vuole un'Associazione con la massima partecipazione degli iscritti e la figura del Segretario non è colui il quale domina e presiede ogni aspetto associativo; nelle regole ci sono pesi e contrappesi che permettono una gestione condivisa dell'Associazione, dove le responsabilità sono spalmate su una pluralità di soggetti, con lo scopo di coinvolgere un nutrito numero di persone. I piani sono due: uno strettamente politico che affida la gestione dell'Associazione, anche la parte finanziaria, al Segretario, Tesoriere e Presidente (quest'ultimo ha anche il compito di svolgere un ruolo di garanzia essendo chiamato a vigilare sul rispetto dello Statuto), coadiuvati da una giunta di segreteria e da una direzione che merita un discorso a sé. L'altro piano è quello della gestione della web tv, gestita da un Direttore che è nominato dal Segretario solo se ottiene l'unanimità della giunta, altrimenti la nomina di questa figura importantissima è demandata al voto della Direzione. Sarà poi il Direttore a costituire un Comitato di Redazione scegliendo fra gli iscritti chi collaborerà con lui.

La Direzione sembrerebbe un organo ridondante in una forma Associativa così piccola, invece svolgerà un ruolo decisivo. Prima di tutto perché questo Statuto guarda al futuro auspicando un'Associazione che nel tempo cresca senza la necessità di modifiche statutarie, secondariamente, ma non per ordine d'importanza, perché la composizione della Direzione è caratterizzata da un'innovazione che è quella di prevederne la sua costituzione attraverso i Segretari pro-tempore o loro delegati, delle Associazioni che si saranno iscritte a Tv Radicale dichiarandosi come soggetti costituenti.

Anche la proposta sulle quote d'iscrizione presenta delle innovazioni: l'equilibrio finanziario è cercato più attraverso l'iscrizione delle Associazioni, meno attraverso la quota versata dal singolo iscritto, proposta in venti euro; che addirittura si azzera se l'iscritto ha aderito al Movimento politico Radicali Italiani oppure al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito.

Alle Associazioni che vorranno far parte di Tv Radicale, come soggetto costituente, è data molta importanza poiché questo progetto ha lo scopo di voler rappresentare uno strumento di comunicazione delle Associazioni Radicali e non, su tutto il territorio italiano, quale mezzo di comunicazione interno ma soprattutto quale mezzo di comunicazione verso l'esterno; per far conoscere le piccole realtà Associative Radicali che formano quell'ossatura del più ampio movimento Radicale che è definito "Galassia". Far conoscere, anche, le Associazioni alle altre Associazioni.

In questi ultimi giorni, purtroppo, si sono innescate su questo congresso delle dinamiche molto particolari e per certi aspetti controversi. Il Segretario di Radicali Italiani nel corso di una riunione appositamente convocata e alla quale ha voluto partecipare (di questa partecipazione gli siamo grati), ci ha fatto sapere che esiste un problema per Tv Radicale, che non attiene al progetto oppure a tutto quello di cui ci siamo occupati in quattordici mesi di sperimentazione, ma il problema è il nome dell'Associazione: Tv Radicale.

Questo incontro si è tenuto due giorni fa e schiettamente Mario Staderini ci ha comunicato che l'uso del nome dell'Associazione che abbiamo scelto di proporre al Congresso può ingenerare confusione con il progetto della web tv che Radio Radicale sta conducendo da tempo e con questo nascono difficoltà in merito alla nostra richiesta di riconoscimento quale Associazione Radicale da parte del movimento politico Radicali italiani di cui è Segretario, oltre che potrebbero esserci azioni di tutela del marchio, azioni legali quindi, qualora questo progetto vedesse la luce con il nome, appunto, di Tv Radicale.

Altrettanto schiettamente abbiamo espresso a Staderini tutte le nostre perplessità poiché ci è apparso subito esagerata questa reazione, che giunge a tre giorni dall'apertura del congresso, quando Tv Radicale esiste ed è ben conosciuta da tutti, da mesi. Tanto è vero che lo stesso Staderini ci ha concesso interviste e finanche Radio Radicale, nella persona del Direttore Paolo Martini, ci ha chiesto il file di una nostra trasmissione di punta non solo per inserirla nell'archivio di Radio Radicale, ma per trasmetterla in diretta differita dalle onde della Radio in tutta Italia.

Ecco cosa non quadra nella richiesta avanzata da Staderini per presentarci al congresso con il nome Tv Radicale:

  • 1. Sarebbe stato un errore di metodo, una volta costituito il comitato promotore, chiedere a Radio Radicale se qualcuno avesse qualcosa in contrario sull'uso dell'appellativo Radicale per la nostra Associazione e per la nostra web tv;
  • 2. Tutti possono insegnare ai Radicali come si fa a essere Radicali con l'esempio, ma nessuno ha il diritto di imporre a un Radicale come dev'essere la propria condotta;
  • 3. Sarebbe stato un errore madornale chiedere, parlando nell'orecchio di Staderini, il suo assenso per ottenerne una sorta di benedizione sull'iniziativa che stiamo portando avanti e meno che mai consultarlo circa l'appellativo Radicale perché questo non è un marchio registrato o un appellativo soggetto ad autorizzazioni di sorta nel suo utilizzo;
  • 4. Quasi tutte le Associazioni costituite da militanti Radicali, iscritti e non iscritti a Radicali Italiani, riconosciute o no da Radicali Italiani, hanno nel nome l'appellativo Radicale. Per quale ragione non dovrebbe averla Tv Radicale che nasce e si costituisce come Associazione Radicale, fatta da militanti Radicali e con lo scopo di fare Tv?
  • 5. Il comitato promotore dell'Associazione Tv Radicale ha stabilito di proporre un sottotitolo al nome e cioè "La WEB TV Radicale (non ufficiale), fuori dagli sche(r)mi". Questo compare fin dall'inizio sul sito internet e ci sembra più che sufficiente per non ingenerare eventuali e remote confusioni con i progetti di Radio Radicale, oltre al fatto che sarà il Congresso costitutivo nella sua piena sovranità a decidere se mantenere il nome e il sottotitolo proposto, oppure cambiarlo;
  • 6. Tv Radicale è un'Associazione telematica e la non coincidenza del nome con il nome a dominio www.tvradicale.it sarebbe davvero strana e incomprensibile dopo tutti questi mesi di trasmissioni e apprezzamenti. Cambiare nome e dominio significherebbe buttare alle ortiche una mole enorme di lavoro anche per quanto riguarda tutti gli altri canali di comunicazione (Facebook e Youtube).
  • 7. L'1 luglio 2011 nel corso della riunione del Comitato Nazionale di Radicali Italiani chi sta parlando aveva annunciato chiaramente i passi avanti del progetto Tv Radicale spiegandone chiaramente gli scopi e le finalità. Spiegai con molto bene che si tratta di un progetto che non vuole minimamente scimmiottare lo straordinario lavoro di Radio Radicale e meno che mai farne oggetto di concorrenza. Tanto è vero che da allora non è mai accaduto che ricevessimo critiche sul progetto o sulla qualità del nostro lavoro che è pubblico e liberamente consultabile sul sito internet, mai una sola parola di critica da parte del Segretario Staderini, né da nessun altro;

A fronte di tutte queste ragioni il comitato promotore, a maggioranza, ha deciso nella giornata di ieri di continuare a portare avanti questo progetto e questo congresso esattamente nei termini stabiliti; dispiaciuti, certo, di non poter avere la condivisione del Segretario di Radicali italiani ma tant'è. Perché rinunciare al nome scelto ben quattordici mesi fa per questa iniziativa che è e resta militante e Radicale, avrebbe significato accettare un torto che per compromesso e quieto vivere potrebbe essere pure accettato, ma non ce la siamo sentiti di nascondere dietro un cono d'ombra questa che è una questione politica importante.

Questo spunto potrà animare il dibattito che se vorrà potrà snocciolare tante altre posizioni congressuali che potrebbero sfociare in emendamenti alla proposta del Comitato promotore; emendamenti che potrebbero perfino essere proposti da Mario Staderini, senza che questo sarebbe minimamente oggetto di critiche alcune, ma difronte a un torto, a un'ingiustizia, è giusto dire serenamente, sinceramente, con rispetto e a stima immutata: "Caro Mario, su questo punto hai torto".

Questa terza parte di relazione introduttiva volge al termine e spesso accade che le polemiche occupino più tempo di quanto sarebbe necessario per dipanarle; purtroppo dietro si nascondono problemi politici reali e come si usa dire in circostanze simili, queste cose accadono "Anche nelle migliori famiglie". Non è grave quindi, perché confido che troveranno una soluzione accettabile, presto o tardi che sia. In ogni caso a noi interessa portare avanti questo progetto che nasce attraverso un metodo rigoroso e corretto, che non mira a far male a nessuno e anzi con la presunzione di portare all'area politica Radicale un valore aggiunto; che non ha sbagliato mosse, che non cerca un compromesso per tatticismo o di comodo per poi affermare che "Tanto facciamo lo stesso, quello che vogliamo".

Il comitato promotore di Tv Radicale intende consegnare a questo congresso un'idea e una pratica sperimentata, funzionante. Un'idea e una pratica di comunicazione che adesso parla a poche persone, ma queste sono sempre di più, settimana dopo settimana. Il quadro dell'informazione in Italia è desolante secondo l'analisi Radicale che lascia poco spazio alla soggettività basandosi su dati, su concretezza, no su interpretazioni. In questo si colloca questo nostro progetto che sperimenta nuove forme di comunicazione su internet, format innovativi che potrebbero essere accelerati da quella banda larga che non c'è e che spesso ci fa disperare in alcuni collegamenti precari da un capo all'altro dell'Italia per trasmettere e confezionare le dirette. Questo, mi auguro, sarà una delle iniziative politiche caratterizzanti dell'Associazione. Ciò che stiamo sperimentando rappresenta ciò che accadrà in futuro, ne siamo convinti, e cioè lo spostamento della comunicazione che dai canali tradizionali, soprattutto la televisione, produrrà sempre di più su internet. Ma la rete è un posto in cui è tutt'altro che semplice muoversi ed è necessario essere preparati a questa lenta trasformazione. Noi siamo già un po' più pronti con la nostra pratica che priva di mezzi, pensate un po', con un bilancio economico in pareggio inferiore a 500 euro, ha prodotto quanto è riscontrabile sul nostro sito internet.

Buon congresso, quindi, a tutti quelli che vorranno esserci e a tutti coloro che vorranno seguirci.
Grazie per l'attenzione.

Marco Marchese

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