Dibattito generale
In questo spazio è possibile inserire un intervento scritto oppure in audiovideo per arricchire il dibattito generale aperto domenica 4 settembre in diretta straming. Il dibattito ora continuerà qui sul forum fino a domenica 11 settembre, quando alle 15.00 si aprirà la seconda sessione del dibattito generale in diretta streaming, per poi giungere alla votazione dei documenti congressuali e l'elezione degli organi.
qualche anima pia mi dice se devo buttare la mia vecchia webcam e comprarne un'altra, siccome il video che ho provato a postare non si vede, oppure se va ancora bene questa, e si riesce a vedere il mio video (io non lo vedo)??
e... Colacione Direttore !
Fuori dalle logiche di palazzo, oltre le solite parole, una web tv, sulla strada e fra i miliardi di bit. Siete voi a rendere grande questa cyber emittente, voi che con le vostre storie, alimentate la conoscenza e la curiosità. Noi siamo dei semplici volontari, che senza chiedere nulla in cambio, hanno scelto di dedicare una parte del loro tempo a questa strana forma di militanza. Eh si, perché essere radicale, sta nella purezza delle proprie azioni, nella trasparenza della comprensione reciproca, che mai tenta di sopraffare il prossimo con viscide prese di posizione. Noi, noi siamo quelli che ad ogni congresso attendiamo che ci sia dato spazio, ma possono pochi giorni a rappresentare tutte le associazioni? Radicali o no, siamo e vorremmo continuare ad essere la voce di chi ha qualcosa da dire, amplificata dalla potenza della rete, al servizio della vera democrazia. Tv Radicale, è questo e molto altro ancora, perché quell’altro sei tu, tu che ancora devi raccontare la tua storia. Unisciti a noi, non lasciare che nessuno ti dica di stare in silenzio, perché solo tu puoi, alzando la testa, “essere quel cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.
Riccardo Cristiano 06/09/11
Cari amici, sono lieto di poter partecipare ai lavori del Congresso costituente di TV Radicale.
Scusandomi per la brevità del mio intervento, saluto i compagni, per tutti Roberto Mancuso, che da anni dedicano una parte importante del loro tempo alla sperimentazione di nuove forme di comunicazione, in un Paese dove la circolazione delle idee è impedita da forme di dominio oligopolistico del mercato radiotelevisivo che negano l’essenza dell’articolo 21 della Costituzione “tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Nel corso della mia ventennale militanza radicale ho costantemente dovuto verificare con amarezza che quanto più grande è la forza delle lotte politiche che intraprendiamo maggiore è la censura che ci colpisce, sotto forma di “non notiziabilità” delle iniziative ma anche di distruzione di immagine e di identità. La situazione generale sembra aggravarsi sempre di più, vedi ad esempio la questione dei “regali” fatti a RAI e Mediaset per la assegnazione di frequenze televisive digitali, che oltre ad impedire a nuovi attori di entrare nel sistema, tolgono allo Stato cifre miliardarie in un momento di gravissima crisi economica.
L’Italia è il paese della TV. Dati ufficiali di pochi anni fa raccontano l’esistenza di 640 trasmittenti via etere. In pratica lo stivale ospita un quinto delle televisioni attive nel mondo (circa 2500). Dagli anni ’70 ad oggi, radio libere e tv private - voglio citare per orgoglio partenopeo il visionario e straordinario caso di “Telenapoli”- in molte occasioni hanno rappresentato esperienze di cosciente e consapevole percorso di scoperta del senso profondo del comunicare contrapponendosi alle dinamiche del dominio e della “trasmissione”. In anni più recenti le televisioni di comunità, quelle di “strada”, sfruttando buchi nella legislazione e coni d’ombra delle frequenze, hanno avuto il merito di denunciare scandali, portare alla ribalta voci che si voleva tenere ghettizzate, come quelle dei disabili e degli immigrati, scontrandosi molto spesso con problemi di sostenibilità economica che hanno impedito la necessaria continuità della loro azione. Oggi la possibilità di trasmettere quasi a costo zero, attraverso piattaforme gratuite e collegamenti in videoconferenza apre nuovi orizzonti alla comunicazione. Ma non facciamoci illusioni, la strada sarà disseminata da ostacoli di ogni tipo e anche operazioni come quella di “Rai per una notte” non sono prive di insidie.
Qual è allora il senso della nostra iniziativa? Come pensiamo di sostenere la nostra impresa in un mercato che spesso fa della enorme diffusione dell’offerta il modo di ghettizzare, oscurandole, le idee meritevoli di conquistare platee ampie che - usando le parole di Marco Pannella - possano fare “massa critica” divenendo oggetto di discussione tra le persone e quindi di partecipazione attorno ad un “senso comune”? Credo che tutti insieme abbiamo il difficile compito di rispondere a questa domanda se vogliamo che il nostro Congresso sia l’inizio di un duraturo processo di sperimentazione che possa fornire contributi pratici e teorici alla lotta per l’affermazione della libertà di pensiero e alla diffusione delle idee radicali e nonviolente.
Per quanto mi riguarda trovo convincenti gli obiettivi enunciati da Roberto Mancuso nella sua relazione. Un progetto fatto da militanti che permetta attraverso una comunicazione quasi interpersonale di sperimentare nuove forme di creatività, arricchendo tutte le parti in relazione, attraverso lo scambio di senso e significato. I “Format” sperimentati in questi mesi, come “Radicalbar”, “Una leggera euforia” e le trasmissioni dedicate - ma non autogestite - alle attività delle associazioni locali di Radicali Italiani sono un esempio positivo, da continuare e ulteriormente sviluppare. Come presidente dell’associazione radicale “Per la Grande Napoli” ho trovato molto utile la possibilità di registrare traccia delle tante iniziative politiche che svolgiamo. Produrre documenti da pubblicare sul sito dell’associazione in tempo reale consente alle persone che hanno ricevuto dalle nostre mani un volantino - ponendosi delle domande su di noi e sulle nostre idee - di approfondire la conoscenza e di iniziare un dialogo.
Potere lasciare, anche a “futura memoria”, la testimonianza di lotte che rischiano di essere dimenticate anche dagli stessi protagonisti per l’azione nefasta della censura e della indifferenza che spesso caratterizza l’operato degli organi di stampa della mia città è un modo di alimentare la fiamma della passione che ci spinge a donare il nostro tempo, il nostro denaro (e come direbbe il mio segretario Luigi Mazzotta, anche un poco della nostra salute!) per l’affermazione delle idee liberali, libertarie, liberiste e antiproibizioniste. Anche per questi motivi l’associazione PLGN ha deciso di essere socio Costituente di TV Radicale, auspicando che questo esempio possa essere seguito da tanti altri.
Non posso omettere una riflessione sull’adesione della costituenda associazione TV Radicale a Radicali Italiani. Come molti di voi sapranno, proprio questa intenzione mi aveva fatto allontanare da una diretta partecipazione al progetto, perché questo avrebbe limitato la nostra capacità di azione e libertà espressiva. Anche se “inufficiale”, una web tv che fosse organo di una associazione politica avrebbe spinto a caratterizzare la nostra produzione in un senso più di propaganda che di dialogo e di sperimentazione creativa.
Ricordo sempre una frase che ho ascoltato tante volte da Marco Pannella “gli organi di partito sono fatti per ingannare innanzitutto i militanti di quel partito”! Per questo motivo, anche alla luce delle perplessità del segretario di Radicali Italiani rispetto ad un nostro riconoscimento, propongo di ritirare la nostra richiesta, invitando il comitato promotore a predisporre i necessari emendamenti allo Statuto, facendo della Associazione TV Radicale una impresa editoriale interdipendente col mondo radicale ma non assoggettabile al volere di qualsiasi autorità esterna.
Per chiudere mi piacerebbe poter usare le parole di Danilo Dolci che nel marzo del 1970 da “Radio Libera Partitico” affermava:” Questa è la sede della nuova resistenza: abbiamo il diritto di parlare e di farci sentire, abbiamo il dovere di farci sentire, dobbiamo essere ascoltati. La voce di chi è più sofferente, la voce di chi è in pericolo, di chi sta per naufragare, deve essere intesa e raccolta attivamente, subito, da tutti!” Non so se saremo capaci e all’altezza del compito che ci prefiggiamo ma sento che una web tv come la nostra è necessaria e che se non esistesse bisognerebbe subito inventarla.
Rodolfo Viviani – Comitato Nazionale di Radicali Italiani – Presidente Associazione radicale “Per la Grande Napoli”
alla luce delle recenti suggestioni ricevute dagli ambienti del partito l'idea di essere svincolati mi piace, bisogno solo trovare il modo per incardinare la cosa senza entrare in contraddizione con la proposta del comitato promotore....che ricordiamo e' stata elaborata senza conoscere ufficialmente certi malumori.
Qui occorre uno pratico di mozioni et similia per concretizzare tale idea qualora risulti maggioritaria nel comitato promotore
a me quel senza orario e senza bandiera da anni 70 piace sempre molto:-)
Quanto alla mozione se non sbaglio basterebbe cambiare:
Art 1 - Comma 3
"3. L'Associazione si propone di fare sinergia con tutte le realtà associative della “Galassia Radicale”, intendendosi per tale il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito e i suoi soggetti costituenti, le Associazioni Radicali tematiche, telematiche e quelle locali."
in
"3. L'Associazione si propone di INTERAGIRE con tutte le realtà associative della “Galassia Radicale”, intendendosi per tale il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito e i suoi soggetti costituenti, le Associazioni Radicali tematiche, telematiche e quelle locali NONCHE', SENZA PRECLUSIONE ALCUNA; CON OGNI ALTRA ORGANIZZAZIONE O MOVIMENTO SPONTANEO INTERESSATO A PROPORRE E DIBATTERE TESI SOCIALI E POLITICHE ANCHE SE NON CONDIVISE DAI SOCI FONDATORI.
Art 13
TOTALMENTE SOPPRESSO
Art 15 - Comma 2
"2. La quota d’iscrizione versata nell’anno 2011, dove prevista, è valida fino al 31 dicembre 2012; per i NON iscritti al movimento politico Radicali italiani, oppure al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito è fissata in 20 euro."
in
"2. La quota d’iscrizione versata nell’anno 2011, dove prevista, è valida fino al 31 dicembre 2012; per TUTTE LE PERSONE FISICHE è fissata in 20 euro."
Amen!
Si può essere al 100% d’accordo con le logiche del proprio partito, qualunque esso sia? Se è vero che siamo tutti diversi, e che le menti sono singoli universi, allora è difficile che un partito politico ci rispecchi in toto. Premetto che mi sento radicale, e nessuno può convincermi del contrario, c’è voluto un po’ per comprenderlo, accettando la responsabilità di pensare in modo differente dalla maggioranza. Pian piano però, ho intravisto quel mondo, fatto di compagni e militanti dal personale vissuto, che mi affascina e mi inorgoglisce ogni qual volta li sento vicini a me. C’è quello più strano, che però nasconde una preparazione oltre misura, vedi Nicolino Tosoni, quello più “radicale” nelle azioni, uno come Armando Crocicchio, persona di cuore e che armato della sua non violenza, preferirebbe farsi portare via di peso ma non rinunciare alle sue idee. Ed altri, che si incontrano ai congressi, con i loro tavolini sempre pieni di libri, con l’immancabile scatolino dei contributi. In quell’andirivieni di gente, puoi vedere passare Marco Pannella, con quel sigaro in bocca che gli dona un alone di sicurezza e individualità. C’è chi lo scruta, chi lo segue come un cagnolino segue il suo padrone, e chi da lontano, lo osserva guardingo, conscio che è l’ultimo Highlander, capostipite di una razza in via d’estinzione. Giuste o sbagliate le sue posizioni, rappresentano lo squarcio di un’epoca, un vissuto senza pari, che oramai ho imparato ad apprezzare. Diverso è però il discorso per chi si improvvisa nuovo Vate, illudendo i più che le vestigia possano essere sostituite così facilmente. A coloro che dettano legge, interpretandola a convenienza, consiglio di farsi il solito esame di coscienza, valutando se nei modi e nelle azioni sono davvero “radicali” in senso pieno. Non sono i soldi, le iscrizioni a peso d’oro a vincere le battaglie… ma la tenacia di quei radicali ignoti, che ogni singolo giorno, si battono per cambiare le cose. Penso a questo partito come ad una famiglia, i quali componenti a volte sono strani e senza un’apparente logica. Diceva un tale; Famiglie, vi odio! Focolari chiusi; porte serrate; geloso possesso della felicità. (André Gide, I nutrimenti terrestri, 1897)
Riccardo 06/09/11
Buongiorno,
Ho depositato questa mattina quattro emendamenti, ai quali chiedo la firma per convalida.
EMENDAMENTO ALL’ ART 2 DELLO STATUTO
Al Comma 3
la frase “di fare sinergia”
va sostituita con “interagire”
Al Comma 3
dopo la frase “tematiche, telematiche e quelle locali”
va aggiunto “nonche', senza preclusione alcuna, con ogni altra organizzazione o movimento interessato a proporre e dibattere tesi sociali e politiche, nazionali ed internazionali, ritenute di interesse per la WebTv”
EMENDAMENTO ALL’ART 3
Al comma 5
La frase: “Gli iscritti a Radicali italiani o al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, non sono obbligati al versamento della quota associativa.” È soppressa.
EMENDAMENTO ALL’ ART 13
DELLO STATUTO
L’Articolo viene totalmente soppresso
EMENDAMENTO ALL’ ART 15
DELLO STATUTO
Al Comma 2
la frase “dove prevista, è valida; per i NON iscritti al movimento politico Radicali italiani, oppure al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito”
viene sostituita da “versata nell’anno 2011, è valida fino al 31 dicembre 2012 ed è fissata in € 20,00”.
Grazie. Stefano Russo
Caro Stefano,
a norma del Regolamento dei lavori approvato (7.1 Le proposte di modifica dello Statuto devono essere presentate per iscritto alla Segreteria di Presidenza entro la scadenza fissata dall’ordine dei lavori e devono essere sottoscritte da almeno un decimo e da non più di un decimo dei congressisti iscritti come soci costituenti.), devi trovare un altro socio costituente e non più di uno che sostenga il tuo emendamento poichè al momento i soci costituenti sono 22/10=2,2 o ne servono 3? A MArco Marchese l'ardua sentenza ! :)))
faccio notare che per essere coerenti con la filosofia di questo blocco di emendamenti occorrerebbe emendare anche: 9. Le votazioni dell’Assemblea sono sempre palesi tranne che per (le modifiche statutarie e )* le elezioni del Segretario, del Tesoriere, del Presidente e del rappresentante dell’Associazione in seno al Comitato Nazionale di Radicali Italiani. , nella parte in cui prevede l'elezione del rappresentante al Comitato Nazionale di RI.
presumo che per 2,2 ne bastino 2 ed i 3 scattino da 2,6. giusto?
PS/ la segreteria di presidenza, tanto per non sbagliarsi, che EMail ha?
inoltrato!
Stefano, sto scrivendo anche io degli emendamenti allo statuto, i quali non credo possano entrare in conflitto con i tuoi. A parte la soppressione dell'art 13, sono disposto io a firmarli, a meno che tu non trovi altri firmatari, ma mi riservo di formulare e presentare le mie proposte di emendamento, prima di firmare le tue. Bye.
Ps. vorrei sapere anche io se sono necessarie due o tre firme, marco.
Giovanni ti ringrazo per la disponibilità:-)non avevo dubbio sulla tua onestà intelletuale.
Leggerò anch'io i tuoi emendamenti e ti garantisco aprioristicamente la mia firma. Bisogna votare, per arrivare democraticamente alla reale condivisione.
EMENDAMENTO ALL’ART. 4 DELLO STATUTO
Al comma 3:
sostituzione della frase “al Partito Radicale NonviolentoTransnazionale e Transpartito” con la frase “alle Associazioniiscritte a Tv Radicale, in parti uguali tra loro.”
Caro Marco, ti esorto a non valutare questioni di affetto, le quali sono necessariamente personali, per decidere su questioni statutarie.
All'articolo 7 comma 2 dello statuto di Tv Radicale
E' aggiunta la frase: “Il numero dei costituenti la giunta di segreteria nominati dal Segretario deve essere pari o superiore al numero di Associazioni iscritte a Tv Radicale.”
Le associazioni non sono elette, ma si iscrivono; mentre è il segretario il rappresentante di tutti gli iscritti, di tutti i partecipanti all'Assemblea, ed è lui che ha il mandato di tracciare la linea politica: la mia proposta va nella direzione contraria da quella da te temuta, anzi, credo sia una norma necessaria ad evitare una sproporzione tra soggetti associativi iscritti e iscritti come persone fisiche. Se in un futuro si dovessero iscrivere associazioni non radicali, TvRadicale finirebbe per non essere più rappresentata da radicali. Solo a me sembra un controsenso?
mi sembra una proposta ragionevole.
All'articolo 15 comma 3 dello statuto di Tv Radicale
La frase “è fissata in euro 100” è sostituita con la frase "è variabile; tale quota viene fissata in un numero di euro pari a cinque volte il numero degli iscritti al soggetto associativo che intenda iscriversi a Tv Radicale. In ogni caso, la cifra necessaria all’iscrizione di un’Associazione non può essere inferiore a un tetto minimo, fissato in euro 150, né superiore a un tetto massimo, fissato in euro 500.”
A me non sembra complicato moltiplicare per 5 il numero degli iscritti. Tuttavia, se tu, come il futuro tesoriere, dovreste trovare difficoltà nel farlo, caro marco, cederò in via gratuita la mia calcolatrice all'associazione, così tutti i tuoi timori saranno sorpassati!
Per come la penso, le associazioni più grandi potranno avere sempre un motivo per chiedere più spazio, perché per definizione sono ''grandi''. Ricordo che chiunque può pretendere qualcosa da TvRadicale: la risposta è semplice, ed è "NO, Grazie". Eleggiamo un Segretario, e questo segretario nomina un Direttore: sono entrambe figure che, dotate di autonomia proprio dagli iscritti, stanno lì apposta per evitare intromissioni di questo tipo nella linea editoriale di Tv Radicale. Queste figure, l'assemblea stessa, la delegazione delle altre associazioni, il presidente e la giunta di segreteria sono tutti organi che dovrebbero garantire l'evitamento di queste situazioni che temi, e che, in questo hai ragione, sarebbero molto gravi.
Cercare finanziamenti è lecito, marco, a me piacerebbe che Tv Radicale avesse i mezzi per raggiungere più persone possibili, per raggiungere davvero gli obiettivi che si pone, e chiedere una quota d'iscrizione diversa in base alla moneta di cui dispone un'associazione, non solo mi sembra più equo, non solo permette anche alle piccole associazioni di potersi iscrivere corrispondendo una cifra inferiore a quella delle grandi, ma permetterebbe anche di attrezzare la Tv di ciò di cui necessita: mi sembra sinceramente il modo migliore per coadiuvare gli interessi di tutti.
Non dobbiamo aver paura di mirare in alto.
Infine, dalla prospettiva di un'associazione che voglia fare iniziativa politica, la possibilità di raggiungere più persone tramite una web-tv è qualcosa che se non offrissimo noi, sarebbe molto costoso, sarebbe, appunto, un servizio di cui avrebbero bisogno, per il quale dovrebbero pagare cifre che non potrebbero permettersi. Noi non corrispondiamo nulla, dato che la quota d'iscrizione è annuale, e non è calcolata in base allo spazio ceduto: se nel video si capisce il contrario, me ne scuso, ma non avevo la minima intenzione di scambiare l'associazione per un'azienda.
EMENDAMENTO ALL’ART. 11 DELLO STATUTO
Al comma 3:
soppressione della frase “e ne fanno parte di diritto il Segretario,il Tesoriere e il Presidente.”
Caro Giovanni, comprendo le tue intenzioni e anche le tue ragioni perchè in effetti la questione è opinabile; tuttavia io ritengo meglio rispondente all'assetto complessivo che questa Associazione si sta dando .... continua nel video :P


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