guerra

"La congiura del silenzio", di Antonio Russo

Il secco, inconfondibile e sussurrato tac dell’orologio avverte. Alzo gli occhi anche se non ce ne sarebbe bisogno. Lancio una veloce occhiata, le 18,30. Ho capito, ricomincia il balletto.
E’ il marzo del ’99 a Pristina.
L’operazione Nato è in atto da giorni e la televisione tra poco ululerà il suo clac mortale e il silenzio sarà l’unica compagnia di una attesa.
Mi affaccio dalla finestra per registrare rumori, sussulti di una città condannata a morte.

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